Sviluppato e prodotto in Svizzera

EMU Professional II: contatore trifase conforme MID

Contatore di energia trifase per guida DIN, il Professional II misura energia attiva e reattiva nei due sensi e registra la curva di carico direttamente nell’apparecchio. Omologato MID, fornisce valori utilizzabili per conteggi interni ed esterni.

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Contatore di energia trifase EMU Professional II con display LCD, marcature CE e M22 e la dicitura Made in Switzerland
EMU Professional II 3/100 LoRa · 3×230/400 V · 50 Hz · cl. B

Certificazioni

Quali certificazioni ha l’EMU Professional II?


Un contatore destinato a fatturare deve saper fare di più che misurare. Il Professional II porta le omologazioni richieste in Svizzera e nell’UE per la fatturazione, la delimitazione delle quantità di terzi e la gestione energetica.

100 000

valori nella memoria della curva di carico

3 anni

di storico nell’apparecchio

4

tariffe per prelievo e immissione

MID B+DOmologato per la fatturazione nell’UE
PTB-A 20.1Conforme al diritto metrologico
PTB-A 50.7Delimitazione delle quantità di terzi e gestione energetica
ISO 50001Adatto ai sistemi di gestione dell’energia
CLC/TR 50579Misura esatta anche in fotovoltaico

Interfacce

Quali interfacce ha l’EMU Professional II?


Il Professional II esiste in versioni con interfacce diverse. La scelta non è un dettaglio: determina il cablaggio, la pianificazione di rete, il ritmo di lettura e quali sistemi potranno accedere in seguito agli stessi valori. Per questo ogni interfaccia ha qui una propria pagina, con il principio di funzionamento, il dimensionamento e l’interazione tipica con l’EMU M-Center.

Una regola pratica, anzitutto: M-Bus, quando nell’edificio confluiscono molti contatori di fluidi diversi. RS-485, quando supervisione e automazione usano già Modbus. TCP/IP, quando l’Ethernet c’è già e i dati devono andare verso il cloud o una dashboard. LoRa, quando non è possibile posare un cavo.

M-BusDue fili, insensibile alla polarità, fino a 250 contatori sull’M-Center RS-485 / Modbus RTUBus di campo per la supervisione, accesso ai registri TCP/IPModbus TCP e MQTT direttamente in rete LoRaRadio nella banda EU868, template TTN incluso KNXDal 1° trim. 2027

L’errore più frequente

L’interfaccia viene spesso scelta in base a ciò che l’elettricista conosce, e non in base a dove i dati dovranno andare. Se fra due anni si aggiunge una fatturazione o una dashboard, la decisione è già fissata nel cablaggio. Per questo, all’inizio di un progetto, preferiamo chiarire il sistema di destinazione piuttosto che l’assegnazione dei morsetti.

Versioni

Quali versioni dell’EMU Professional II esistono?


Due decisioni determinano la versione: la corrente attraversa il contatore direttamente o tramite trasformatori? E attraverso quale interfaccia i valori devono lasciare l’apparecchio? La sigla sul frontale indica entrambe.

Collegamento diretto 3/100 – fino a 100 A per fase

Campo di misura 0,25–5(100) A · −25 a +70 °C · classe B per l’energia attiva, classe 2 per la reattiva

Collegamento tramite trasformatori 3/5 – con trasformatori di corrente

Campo di misura 0,01–1(6) A al secondario · campo di temperatura secondo la versione, vedi la stampigliatura sul frontale · trasformatori di corrente adatti

Altre viste

EMU Professional II 3/100 LoRa in vista obliqua, feritoie di ventilazione e connettore d'antenna SMA visibili sul lato superiore
Lato superiore con connettore d’antenna. Nelle versioni LoRa con connettore per antenna esterna, il connettore SMA si trova in alto. Nel quadro deve quindi restare spazio sopra l’apparecchio, altrimenti l’antenna non può essere montata.
EMU Professional II 3/5 TCP/IP in vista obliqua, presa RJ45 visibile sul lato superiore
Presa di rete in alto. Nelle versioni TCP/IP la presa RJ45 è sul lato superiore, tra le coperture dei blocchi di morsetti.

Codici d’ordine

VersioneInterfacciaCodice articolo
EMU Professional II 3/100 – collegamento diretto fino a 100 Asenza interfacciaP20A0000
EMU Professional II 3/100 M-Bus – collegamento diretto fino a 100 AM-BusP20A000M
EMU Professional II 3/100 RS485 – collegamento diretto fino a 100 AModbus RTU (RS-485)P20A000MO
EMU Professional II 3/100 TCP/IP – collegamento diretto fino a 100 ATCP/IPP20A000T
EMU Professional II 3/100 LoRa – collegamento diretto fino a 100 ALoRa, antenna internaP20A000LO
EMU Professional II 3/100 LoRa antenna est. – collegamento diretto fino a 100 ALoRa, antenna interna e connettore SMA per antenna esternaP20A000LE
EMU Professional II 3/100 KNX – collegamento diretto fino a 100 AKNX (dal 1° trim. 2027)P20A000K
EMU Professional II 3/5 – collegamento tramite trasformatorisenza interfacciaP21A0000
EMU Professional II 3/5 M-Bus – collegamento tramite trasformatoriM-BusP21A000M
EMU Professional II 3/5 RS485 – collegamento tramite trasformatoriModbus RTU (RS-485)P21A000MO
EMU Professional II 3/5 TCP/IP – collegamento tramite trasformatoriTCP/IPP21A000T
EMU Professional II 3/5 LoRa – collegamento tramite trasformatoriLoRa, antenna internaP21A000LO
EMU Professional II 3/5 LoRa antenna est. – collegamento tramite trasformatoriLoRa, antenna interna e connettore SMA per antenna esternaP21A000LE
EMU Professional II 3/5 KNX – collegamento tramite trasformatoriKNX (dal 1° trim. 2027)P21A000K

Le foto mostrano apparecchi dimostrativi. Per il vostro ordine fanno fede il codice articolo e la scheda tecnica – la scheda tecnica e i manuali sono scaricabili più sotto.

Vantaggi

Che cosa fa l’EMU Professional II?


Rendere visibili i costi

Attribuire i consumi in modo univoco a macchine, impianti, inquilini o zone dell’edificio – invece di stimarli con una chiave di riparto.

Individuare i picchi di potenza

Ridurre il costo della potenza e individuare i potenziali di risparmio. La curva di carico è nell’apparecchio, anche senza sistema di supervisione.

Usare l’energia in modo efficiente

Base di dati per una gestione energetica secondo ISO 50001 – continua e tracciabile.

Semplificare la fatturazione

Dati conformi MID per conteggi interni ed esterni, inclusa la delimitazione delle quantità di terzi.

Modelli tariffari flessibili

Fino a quattro tariffe per prelievo e immissione – anche per comunità di autoconsumo ed energia destinata agli inquilini.

Direttamente in rete

Collegamento MQTT a dashboard e soluzioni cloud nella versione TCP/IP.

Memoria della curva di carico

A che cosa serve la memoria della curva di carico in un contatore di energia?


La maggior parte dei contatori mostra un indice. Questo risponde alla domanda «quanto», ma mai alla domanda «quando». Ed è proprio a «quando» che è legato il costo della potenza: un’azienda con lo stesso consumo annuo paga importi nettamente diversi a seconda che il prelievo sia distribuito in modo uniforme o concentrato in pochi quarti d’ora.

Il Professional II registra perciò internamente oltre 100 000 valori, pari a fino a tre anni di storico – e questo anche senza sistema di supervisione. Il contatore non dipende da un sistema che lo interroghi regolarmente. Se la lettura si interrompe per due settimane (rifacimento della rete, gateway guasto, vacanze), i valori non vanno persi: vengono trasmessi alla lettura successiva.

Questo cambia anche lo svolgimento di un progetto. Potete montare i contatori e iniziare a misurare prima ancora che esista una gestione energetica. Se Joulio-Web o un sistema di supervisione arriva più tardi, è già disponibile un anno di storico invece di partire da zero.

Quattro tariffe, due direzioni

Fino a quattro tariffe per prelievo e immissione separano le ore di punta da quelle fuori punta, così come l’energia immessa da quella prelevata. Nelle comunità di autoconsumo e nell’energia destinata agli inquilini è la condizione perché alla fine a ciascuna parte venga fatturato ciò che ha realmente prelevato o fornito.

A che cosa risponde la curva di carico

  • Quando si verificano i picchi di potenza, e perché?
  • Di notte gira qualcosa che nessuno ha chiesto?
  • Che cosa ha portato realmente il nuovo impianto?
  • Quale inquilino, quale macchina, quale zona?
  • La fattura del fornitore è corretta?

Effetto collaterale pratico

In caso di contestazione il periodo controverso può essere ricostruito a posteriori invece di essere stimato. È la differenza tra una discussione e un’analisi.

Ambiti di impiego

Dove viene impiegato l’EMU Professional II?


Produzione

Consumo per macchina o per linea, come base di progetti di efficienza e per ISO 50001 / ISO 14001.

Uffici e amministrazione

Consumo per unità locativa o per zona dell’edificio.

Infrastruttura di ricarica

Misura fatturabile ai punti di ricarica.

Impianti fotovoltaici

Misura esatta secondo CLC/TR 50579, con tariffe per prelievo e immissione.

Energia per gli inquilini | RCP

Conteggio corretto nei raggruppamenti ai fini del consumo proprio (RCP) e per l’energia degli inquilini.

Aziende municipalizzate

Sottocontazione nell’esistente, anche con parchi contatori eterogenei.

Domande frequenti

Domande frequenti sull’EMU Professional II


Collegamento diretto o trasformatori, termine di verificazione, energia per gli inquilini, RCP e CEL, interfacce: le risposte provengono dalla scheda tecnica e dai manuali del contatore e dalle basi legali svizzere in vigore.

Omologazione, precisione e verificazione Collegamento diretto Collegamento tramite trasformatori Montaggio, custodia e ambiente Curva di carico e memoria dati Interfacce Energia per gli inquilini, RCP e CEL

Omologazione, precisione e verificazione

Che cos’è l’EMU Professional II?

L’EMU Professional II è un contatore di energia trifase per guida DIN da 35 mm. Misura energia attiva e reattiva nei due sensi, registra la curva di carico nell’apparecchio, gestisce fino a quattro tariffe e restituisce i valori, a seconda della versione, via M-Bus, Modbus RTU, TCP/IP o LoRa.

Quale classe di precisione ha il contatore?

Per l’energia attiva classe B secondo EN 50470-3, corrispondente a uno scostamento dell’uno per cento. Per le altre grandezze misurate vale la classe 2 secondo EN 62053, cioè due per cento. Entrambe le classi valgono su tutto il campo di misura e non solo nel punto nominale.

Il Professional II è omologato per la fatturazione?

Sì. Il contatore è omologato secondo il modulo MID B+D, conforme al diritto metrologico secondo PTB-A 20.1 e, nelle versioni con curva di carico, certificato anche secondo PTB-A 50.7 per la delimitazione delle quantità di terzi e la gestione energetica.

Per quanto tempo è verificato un contatore di elettricità in Svizzera?

I contatori elettronici di energia attiva devono, secondo l’articolo 6 dell’ordinanza del DFGP sugli strumenti di misurazione dell’energia e della potenza elettriche (OSMEP, RS 941.251), essere riverificati ogni dieci anni da un laboratorio di verificazione autorizzato. I contatori con meccanismo elettromeccanico hanno un termine di quindici anni.

Il termine di verificazione può essere prolungato?

Sì. Per i contatori di energia attiva a misura diretta, senza trasformatori a monte, l’articolo 6 capoverso 2 OSMEP ammette una procedura statistica a campione secondo l’allegato 4. Se un lotto supera il campione, tutti i contatori del lotto mantengono la validità della verificazione per altri cinque anni.

Chi è responsabile del rispetto del termine di verificazione?

La responsabilità spetta a chi utilizza lo strumento di misura, quindi di regola al proprietario o al gestore dell’impianto. Questo vale anche per i sottocontatori di un raggruppamento ai fini del consumo proprio, non solo per i contatori del gestore della rete di distribuzione.

Il contatore misura correttamente anche a valle di un inverter fotovoltaico?

Sì. Il Professional II soddisfa la CLC/FprTR 50579 e misura correttamente anche in presenza di armoniche nella gamma da 2 a 150 kilohertz, come quelle prodotte dagli inverter. Conta separatamente prelievo e immissione, condizione necessaria per gli impianti in autoconsumo.

Dove viene prodotto il Professional II?

In Svizzera. Sviluppo, assemblaggio dei circuiti stampati, montaggio finale e collaudo avvengono in Svizzera; il supporto tecnico viene da Baar, nel Canton Zugo.

Collegamento diretto

Che cosa significa collegamento diretto in un contatore di elettricità?

Nel collegamento diretto l’intera corrente di carico attraversa il contatore. Non servono trasformatori di corrente né conversioni. Questo semplifica l’installazione, ma limita la corrente misurabile a quanto sopportano i morsetti dell’apparecchio.

Fino a quale corrente posso misurare in diretta?

La variante a collegamento diretto 3/100 misura fino a 100 ampere per fase. Oltre serve un collegamento tramite trasformatori. Per impianti vicini ai 100 ampere il collegamento tramite trasformatori è la scelta più robusta.

Quale sezione di conduttore accettano i morsetti?

Nel collegamento diretto da 1,5 a 35 millimetri quadrati. La coppia di serraggio è di 2 newtonmetri, al massimo 3 newtonmetri. Una coppia insufficiente provoca resistenze di contatto e riscaldamento del morsetto.

Da quale corrente il contatore inizia a contare?

La corrente di avviamento della variante a collegamento diretto è di 20 milliampere. Correnti inferiori non vengono rilevate dal contatore. Per misurare lo standby di singoli apparecchi, è questo il limite inferiore.

Quale tensione e quale frequenza richiede il contatore?

400 volt in corrente alternata tra i conduttori di fase con una tolleranza di più/meno 20 per cento, corrispondenti a 230 volt verso il neutro. Frequenza nominale 50 hertz, 60 hertz su richiesta. Il campo di misura va da 40 a 65 hertz.

Quando passo dal collegamento diretto a quello tramite trasformatori?

Non appena la corrente permanente attesa supera i 100 ampere o la linea di alimentazione ha una sezione superiore a 35 millimetri quadrati. Anche lo spazio ristretto nel quadro depone a favore dei trasformatori, perché al contatore arrivano allora solo sottili linee di misura.

Collegamento tramite trasformatori

Che cos’è un collegamento tramite trasformatori?

In questo collegamento i trasformatori di corrente misurano la corrente di carico e la riportano a una piccola corrente secondaria di 5 o 1 ampere. Solo questa corrente secondaria attraversa il contatore. In questo modo si possono misurare impianti da diverse migliaia di ampere.

Quali rapporti di trasformazione può gestire il Professional II?

Nella variante con 5 ampere al secondario da 5/5 a 20 000/5 a passi di 5 ampere. Nella variante con 1 ampere al secondario da 1/1 a 4 000/1. Il rapporto viene memorizzato nel contatore, che riporta poi i valori al primario.

Quanto può essere elevata la corrente secondaria?

La variante 3/5 sopporta in permanenza fino a 6 ampere al secondario. La corrente di avviamento è di 1 milliampere; il contatore rileva quindi anche carichi molto piccoli rispetto alla taglia del trasformatore.

Quali dati valgono per i morsetti del contatore con trasformatori?

Sezione del conduttore da 1 a 6 millimetri quadrati, coppia di serraggio 0,8 newtonmetri, massimo 1 newtonmetro. I circuiti dei trasformatori di corrente non devono mai restare aperti in esercizio, altrimenti si generano tensioni pericolosamente elevate.

Devo impostare il rapporto di trasformazione nel contatore?

Sì. Senza il rapporto correttamente memorizzato il contatore riporta male i valori secondari al primario e la fatturazione risulta errata. L’impostazione è descritta nel quickstart del Professional II e andrebbe verbalizzata alla messa in servizio.

I trasformatori di corrente sono soggetti a verificazione?

Secondo l’articolo 13 capoverso 1 OSMEP la validità della verificazione dei trasformatori di misura induttivi e capacitivi è illimitata. Per altri tipi di trasformatori l’Ufficio federale può fissare caso per caso un termine di riverificazione in sede di approvazione.

Quanto è precisa la misura con trasformatori?

La precisione complessiva deriva dal contatore e dal trasformatore insieme. Il contatore soddisfa la classe B secondo EN 50470-3. Perché ciò regga in pratica, la classe del trasformatore deve essere adeguata e il carico restare entro la sua specifica.

Montaggio, custodia e ambiente

Quanto spazio occupa il contatore nel quadro?

90 × 91 × 72 millimetri, pari a 5 moduli sulla guida DIN da 35 mm. Il peso è di circa 350 grammi.

Quale grado di protezione ha il Professional II?

La custodia soddisfa IP51, i morsetti IP20. Il contatore è in classe di protezione II. Per l’impiego all’aperto o in ambiente umido serve una custodia adeguata.

In quale campo di temperatura lavora il contatore?

Il campo inizia a meno 25 gradi Celsius; il limite superiore dipende dalla versione ed è riportato sul frontale – più 70 gradi per le varianti a collegamento diretto 3/100, più 55 gradi per diverse varianti con trasformatori 3/5. La classe ambientale meccanica è M2, quella elettromagnetica E2.

Quante tariffe può commutare il contatore?

A seconda della versione due o quattro tariffe. La commutazione avviene tramite ingressi di comando a 230 volt in corrente alternata. Prelievo e immissione vengono contati separatamente, così da poter rappresentare anche tariffe di immissione.

Curva di carico e memoria dati

Che cos’è una memoria della curva di carico e a che cosa serve?

La memoria della curva di carico registra il consumo a intervalli fissi, ogni 15 minuti nel Professional II. Da essa si riconoscono picchi di potenza, consumi in standby e tempi di funzionamento. Per le tariffe di potenza e per la gestione energetica secondo ISO 50001 è la base dei dati.

Per quanto tempo basta la memoria?

Oltre 100 000 valori, pari a fino a tre anni di storico con valori al quarto d’ora. Il contatore registra indipendentemente dalla presenza di un sistema di supervisione.

Che cosa succede in caso di interruzione di corrente?

L’orologio interno continua a funzionare per 18 giorni grazie al tampone. I valori misurati si trovano nella EEPROM e vi restano almeno dieci anni. Al ritorno della tensione l’apparecchio continua a contare senza interventi sui dati.

Perché la curva di carico è importante per la delimitazione delle quantità di terzi?

Perché solo valori risolti nel tempo mostrano quale quantità è stata ceduta a terzi e in quale momento. Le versioni con curva di carico del Professional II sono certificate a tale scopo secondo PTB-A 50.7.

Interfacce

Quali interfacce esistono?

A seconda della versione M-Bus, Modbus RTU su RS-485, TCP/IP o LoRa. Si aggiungono un’uscita a impulsi S0 e un’interfaccia ottica. Per ogni versione esiste un manuale di interfaccia dedicato.

Quale carico di bus genera il contatore sull’M-Bus?

1,5 milliampere, cioè esattamente un carico standard M-Bus. Gli indirizzi primari si impostano da 0 a 250, l’indirizzo secondario è a otto cifre. Di fabbrica sono impostati indirizzo primario 000, 2400 baud e il numero di serie come indirizzo secondario.

Quali velocità supporta la versione M-Bus?

Da 300 a 9600 baud. Negli impianti più grandi si sono affermati i 2400 baud, perché la portata diminuisce nettamente a velocità superiori. L’EMU M-Center legge i contatori con queste impostazioni.

Quali impostazioni valgono per Modbus RTU?

Il contatore occupa un ottavo di carico unitario sul segmento RS-485 e lavora da 9600 a 115 200 baud. L’assegnazione dei registri è riportata nel manuale dell’interfaccia Modbus.

Che cosa sa fare la versione TCP/IP?

Dispone di un connettore RJ45 a 100 megabit in full duplex e integra un server web, Modbus TCP, un’interfaccia HTTP GET e la sincronizzazione oraria NTP. Di fabbrica ottiene l’indirizzo via DHCP. MQTT consente il collegamento diretto a dashboard e servizi cloud.

Quale banda di frequenza e quale classe LoRa usa il contatore?

Da 863 a 870 megahertz, LoRaWAN 1.0.3, di serie classe C, classe A possibile. L’adesione avviene tramite OTAA o ABP.

Esiste un decoder LoRa?

Sì. In The Things Network l’EMU Professional II LoRa è disponibile come template. Per altri sistemi EMU mette a disposizione il decoder su GitHub, insieme a un generatore e a un decoder di payload come strumenti web.

Quali dati fornisce l’uscita a impulsi S0?

L’uscita è conforme alla EN 62053-31 ed è realizzata come opto-MOSFET per 5-60 volt in corrente continua o alternata. Sono impostabili 1, 10, 100, 1000 o 10 000 impulsi per chilowattora e durate di impulso di 2, 10, 30, 40 o 120 millisecondi.

Esiste un’interfaccia ottica?

Sì, un’interfaccia a infrarossi secondo D0 conforme alla EN 62056-21. Serve alla lettura in loco, indipendentemente dal cablaggio di bus.

Come lavora il Professional II con l’EMU M-Center?

L’M-Center legge il contatore via M-Bus o Modbus RTU, memorizza i valori e li trasmette via MQTT, BACnet IP, OPC UA, Modbus TCP, API, FTP o e-mail. La funzione curva di carico dell’M-Center presuppone l’EMU Professional II.

Energia per gli inquilini, RCP e CEL

Di quali contatori ho bisogno per l’energia destinata agli inquilini?

Il gestore della rete di distribuzione misura nel punto di allacciamento dell’edificio. La ripartizione tra i singoli inquilini avviene tramite sottocontatori che il proprietario acquista e gestisce. Questi contatori devono soddisfare i requisiti del diritto metrologico, perché con i loro valori si fattura.

Che cos’è un raggruppamento ai fini del consumo proprio (RCP)?

Più consumatori finali nello stesso luogo si riuniscono e si presentano al gestore di rete come un unico consumatore finale. La base legale è costituita dagli articoli 17 e 18 della legge sull’energia, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2025. Secondo l’articolo 17 capoverso 2 LEne, locatari e affittuari possono essere inclusi.

Che cos’è un RCP virtuale (vRCP)?

Nel raggruppamento virtuale le misure del gestore della rete di distribuzione restano in essere e vengono aggregate per via contabile, invece di passare fisicamente da un punto di allacciamento comune. Il termine deriva dalla prassi dei gestori di rete; la legge sull’energia non lo utilizza. Quale variante sia possibile lo stabilisce il gestore della rete di distribuzione competente.

Che cos’è una comunità elettrica locale (CEL)?

Una CEL ai sensi dell’articolo 17d della legge sull’approvvigionamento elettrico, in vigore dal 1° gennaio 2026, riunisce consumatori finali, produttori di elettricità rinnovabile e gestori di accumuli nella stessa area di rete, allo stesso livello di rete e geograficamente vicini. La sua estensione non supera il territorio di un comune.

Quale misura richiede una CEL?

Secondo l’articolo 17d LAEl ogni partecipante deve disporre di un sistema di misurazione intelligente, di cui lo dota il gestore della rete di distribuzione. La fatturazione verso la rete passa da questi sistemi di misurazione, non da sottocontatori privati.

Quale ruolo ha il Professional II in un RCP o in una CEL?

Misura a valle del punto di allacciamento: singoli appartamenti e unità commerciali, stazioni di ricarica, pompe di calore, fotovoltaico e accumuli. Questi valori sono la base per la fatturazione interna, per il controllo delle chiavi di riparto e per il monitoraggio. La delimitazione verso la rete resta compito del gestore della rete di distribuzione.

Quale variante è adatta a misurare un impianto fotovoltaico?

Una versione con misura bidirezionale e memoria della curva di carico. Produzione, autoconsumo e immissione sono così tracciabili separatamente, e fino a quattro tariffe possono essere ripartite tra prelievo e immissione.

I termini di verificazione valgono anche per i sottocontatori di un RCP?

Sì. Il termine di riverificazione di dieci anni secondo l’articolo 6 OSMEP è legato allo strumento di misura e non a chi lo gestisce. Se con i valori si fattura, il contatore deve avere una verificazione valida.

Indicazioni giuridiche secondo la legge sull’energia (LEne, RS 730.0) art. 17 e 18, la legge sull’approvvigionamento elettrico (LAEl, RS 734.7) art. 17d e 17e nonché l’ordinanza del DFGP sugli strumenti di misurazione dell’energia e della potenza elettriche (OSMEP, RS 941.251) art. 6 e 13. Stato: ottobre 2026. Fa fede il testo di legge in vigore; queste indicazioni non sostituiscono una consulenza legale.

Di quale versione avete bisogno?


Diteci dove devono andare i dati – supervisione, fatturazione, cloud o tutti e tre. L’interfaccia ne discende.

Telefono
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